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ALLARME PM10 A FOLLONICA E SCARLINO, MA TUTTO TACE. Il 28 Marzo superati abbondantemente i limiti di legge in tutte le centraline. L’incremento delle polveri sottili è stato paragonabile alla marcia contemporanea nello stesso giorno di oltre 100 impianti come il nostro quando era in esercizio al massimo delle emissioni consentite.

Sarà stata sicuramente colpa del vento dell’est, ma sabato scorso, 28 marzo, le nostre centraline di monitoraggio della qualità dell’aria, installate nei comuni di Follonica e Scarlino, hanno fatto registrare valori preoccupanti e ben oltre i limiti di legge per le polveri sottili, chiamate anche PM10. Questo tipo di particolato è costituito da polvere, fumo, micro-gocce di sostanze liquide denominato in gergo tecnico aerosol. Circa il 60% dei PM10 è composto da particelle più piccole, dette PM2,5 le quali sono capaci di raggiungere gli alveoli polmonari. Per questo la normativa ne prevede il costante monitoraggio ed impone precise contromisure (ad esempio il blocco del traffico, come nelle grandi città, o il divieto di usare camini domestici, come a Capannori) se si verificano troppi sforamenti. I dati riscontrati sabato scorso hanno evidenziato a Follonica 73,2 µg/m3 e a Scarlino Scalo 71,1 µg/m3, contro un limite massimo di 50 µg/m3.

Ora quello che è successo sabato scorso è stato sicuramente un evento eccezionale e riscontrato anche in altre zone, però ci suggerisce le seguenti considerazioni:

  • Le nostre centraline di campionamento sono efficienti e rimangono ancora gli unici strumenti di monitoraggio per Follonica e Scarlino, nonostante il termovalorizzatore, è bene ricordarlo, sia fermo da 5 anni. Infatti se si confrontano tali dati con quelli delle stazioni ARPAT di Piombino e Grosseto, si possono tranquillamente comparare e danno risultati simili (http://www.arpat.toscana.it/temi-ambientali/aria/qualita-aria/bollettini/index/regionale/28-03-2020). Magari qualcuno ci potrebbe/dovrebbe anche ringraziare di essere gli unici ad analizzare la qualità dell’aria che si respira nel Golfo.
  • L’incremento dei PM10 del 28 marzo è stato di 55 µg/m3, rispetto ai valori “normali” della media del periodo, paragonabile alla marcia contemporanea nello stesso giorno di oltre 100 impianti come quello di Scarlino Energia quando era in funzione e di oltre 250 impianti nella configurazione prevista dal progetto di revamping. Infatti il nostro termovalorizzatore, secondo lo studio delle ricadute, contribuiva nel punto massimo di ricaduta (considerando le emissioni al limite consentito) per 0,48 µg/m3 Il nuovo impianto, secondo lo studio delle ricadute, contribuirà nel punto massimo di ricaduta (considerando le emissioni al limite consentito) per 0,20 µg/m3 giorno. Questo giusto per farsi un’idea precisa dei reali impatti su cui bisognerebbe concentrarsi.

 

  • Considerando il periodo di scarsa circolazione di automezzi, dovuto alle ristrettezze imposte dal corona virus, nel mese di marzo 2020 la media dei PM10 a Follonica è stata intorno a 15 – 16 µg/m3. Nel marzo 2019 la media era 18-19 µg/m3 e la differenza di 3-4 µg/m3 è attribuibile quindi solo al traffico (per inciso ad agosto la media è 21 µg/m3 ed i riscaldamenti sono spenti…). L’inquinamento prodotto dal viavai sulle strade del Golfo presenta pertanto valori di ordine di grandezza circa venti volte superiori rispetto al contributo del nostro nuovo impianto al massimo dei limiti consentiti.

 

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