ALLARME PM10 A FOLLONICA E SCARLINO, MA TUTTO TACE. Il 28 Marzo superati abbondantemente i limiti di legge in tutte le centraline. L’incremento delle polveri sottili è stato paragonabile alla marcia contemporanea nello stesso giorno di oltre 100 impianti come il nostro quando era in esercizio al massimo delle emissioni consentite.
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BASTA GUARDARE AL PASSATO. UN PROGETTO INDUSTRIALE CHE GUARDA AL FUTURO NON SI DEMOLISCE CON LE FALSITÀ E LE STRUMENTALIZZAZIONI ELETTORALI.

comunicato stampa 18.06.2020

In riferimento alla approvazione in Consiglio Regionale della mozione presentata da “Toscana a sinistra” e di quanto riportato dalla stampa riteniamo doverose e necessarie alcune precisazioni basate esclusivamente sulla verità dei fatti.

Si continua a disinformare l’opinione pubblica continuando a rappresentare, per fini strumentali ed elettorali, uno scenario industriale e autorizzativo ormai superato, visto che tutte le contestazioni e sollecitazioni contenute nella mozione e magnificate sulle stampa si riferiscono, tutti, alla configurazione dell’inceneritore ormai chiuso da ben 5 anni.

Il progetto presentato da Scarlino Energia ed in fase di valutazione in Regione riguarda, invece, il Revamping di riqualificazione tecnologica ed ambientale e parte proprio dal rispetto delle sentenze del Consiglio di stato e della cosiddetta Class action, pur non condividendone il contenuto. Il nuovo progetto comprende infatti i lavori di modifica dei forni esistenti e del sistema di abbattimento fumi nelle attuali linee, la notevole riduzione dei sedimenti negli scarichi nel canale, dei fanghi prodotti oltre che una importante riduzione dei consumi idrici. Il progetto si estende anche alla realizzazione dell’impianto di Trattamento biologico dei rifiuti liquidi (ad integrazione di quello chimico-fisico esistente), oltre che di una nuova linea di combustione di ultima generazione con una nuova turbina e generatore. Tutti questi interventi sono stati progettati dagli studi Fichtner Italia S.r.l. e ZGA (Zoppellari, Gollini & Associati S.r.l.).

L’azienda si è avvalsa anche della collaborazione del Politecnico di Milano che certifica e dimostra come con la nuova configurazione i tempi di permanenza e le temperature dei fumi all’interno della camera di combustione rispondano pienamente alla normativa.

Con l’adeguamento alle B.A.T. (Migliori Tecnologie Disponibili) emanate dalla UE nel 2019, vengono quindi superate le obiezioni del Consiglio di Stato e del Tribunale Civile che riguardano, invece, la vecchia e superata configurazione.

Scarlino Energia ha presentato, benché non prevista dalla legge per questa tipologia di impianti, congiuntamente allo studio di impatto ambientale, anche la V.I.S., cioè la Valutazione di Impatto Sanitario che garantisce la compatibilità dell’impianto anche dal punto di vista delle possibili ricadute sulla salute dei cittadini del territorio.

Per quanto riguarda i riferimenti alle sentenze, è bene notare che Scarlino Energia le ha sempre rispettate; il termovalorizzatore, infatti, è spento. Non abbiamo mai affermato che i forni saranno riaccesi nell’attuale configurazione, come invece si vuole strumentalmente far credere all’opinione pubblica confidando che le paure falsamente generate si trasformino in improbabili rendite elettorali.

Stiamo parlando di un imponente progetto di sviluppo industriale con il più grande investimento privato previsto in Toscana nei prossimi anni con importanti ricadute occupazionali e di sviluppo su tutto il territorio. Stiamo parlando di una realtà industriale che sceglie la sfida della green economy, che vuole creare energia dalla frazione combustibile derivata dai rifiuti non riciclabili e non pericolosi e garantire una corretta gestione dei reflui civili e industriali e creare, nei fatti, le condizioni di sostenibilità ambientale del nostro territorio.

E’ sotto gli occhi di tutti, almeno di coloro che vogliono comprendere la realtà, che abbiamo bisogno di impianti nuovi in grado di gestire i flussi sempre maggiori di rifiuti. Per fare questo ci vogliono visioni lungimiranti e non le solite miopie elettorali che restano però silenti di fronte alla continua e sempre crescente “migrazione” in altre Regioni o all’Estero con costi e danni ambientali rilevanti e fuori controllo.

E’ ora di finirla con la colpevolizzazione di chi vuole fare impresa impegnandosi a rispettare le regole e tutte le normative vigenti in un settore complesso e difficile come è quello ambientale. Come è anche ora di finirla con le favole di avveniristici impianti di riciclo che vengono riproposti dai soliti apprendisti stregoni ogni volta che ci si avvicini ad una scadenza elettorale.

Ogni critica è sempre ben accetta, se costruttiva e se tende a migliorare la realtà. Al contrario, è inaccettabile quando si basa su una completa ignoranza dei fatti e degli atti o, peggio ancora, su una loro riscrittura falsata da interessi di parte.

Il futuro si costruisce con i fatti.

Scarlino Energia ha messo sul piatto un ambizioso progetto industriale ed un importantissimo finanziamento (che sfiora i 90 milioni di euro). A breve, come vuole la legge, sarà avviata l’inchiesta pubblica per la valutazione del procedimento autorizzativo. Sarà quella la sede, per chiunque abbia l’interesse e la voglia, di portare il proprio contributo o dissenso sull’argomento.

In uno stato di diritto i procedimenti amministrativi hanno precise regole che non possono essere influenzate, neppure all’unanimità, dagli umori della politica e lo diciamo soprattutto nell’interesse dei pubblici funzionari, che si ritrovano a subire inaccettabili pressioni su cosa devono o non devono autorizzare, indipendentemente dagli esiti istruttori.

Per Moreno Periccioli, Presidente di Scarlino Energia, “parlare di ‘atti criminali’ per la presentazione di una istanza di autorizzazione significa non avere ne’ misura ne’ consapevolezza. La votazione di ieri in Consiglio Regionale approva un atto reiterato, che esprime opinioni, dimostra pregiudizi, ma afferma anche falsità; questo produce un danno di immagine alla Società di cui verificheremo i possibili indennizzi nelle sedi opportune a tutela della immagine, della reputazione e dell’impegno della azienda e di chi lavora con noi.”