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Greta non è contro i termovalorizzatori, ditelo ai ragazzi. Ma soprattutto ditelo ai politici.

Mezzo mondo ama questa simpatica e agguerrita ragazzina svedese che in poco più di un anno ha trasformato una battaglia personale ed in solitaria in una delle più grandi rivoluzioni culturali giovanili in ogni angolo del pianeta.

L’altro mezzo mondo è del tutto indifferente o addirittura la detesta, perché quando ci si sente in colpa, invece di ammetterlo, è più comodo e facile scagliarsi contro chi ti fa notare i tuoi sbagli (e poi al giorno d’oggi un hater non si nega a nessuno…)

La sacrosanta lotta ai cambiamenti climatici e la richiesta di un maggiore impegno da parte degli adulti (e di conseguenza della classe politica che gli adulti eleggono per farsi rappresentare nelle stanze del potere) passa sia attraverso un progressivo abbandono delle fonti combustibili fossili da parte degli stati sia attraverso un nuovo modello comportamentale dei singoli cittadini (trasporti, rifiuti, alimentazione, ecc.).

Ma Greta non ha mai (MAI) detto che la lotta ai cambiamenti climatici deve passare per la chiusura dei termovalorizzatori. Questa è una sciocchezza del tutto italiana e dei soliti gonzi che cercano di cavalcare politicamente l’ennesima protesta spontanea. Ecco perché si tratta di una bufala:

  • Greta è svedese e nella sua fantastica ed evoluta terra gli inceneritori/termovalorizzatori sono all’ordine del giorno (ce ne sono 30 in una nazione di appena 10 milioni di abitanti) e contribuiscono a rendere sostenibile la gestione dei rifiuti (il 50% viene riciclato ed il 50% viene recuperato sotto forma di energia, praticamente nulla va in discarica). Le città svedesi si scaldano e si illuminano grazie ai termovalorizzatori.
  • Le emissioni di CO2 equivalente della combustione di rifiuti nei termovalorizzatori è già di per sé nettamente inferiore a quella prodotta da una centrale termoelettrica alimentata con combustibili fossili ma siccome circa il 50% dei rifiuti inceneriti è di origine organica, il bilancio negativo sull’effetto serra si riduce – quindi – della metà.
  • Ma c’è di più: siccome, com’è noto, la materia organica quando si decompone rilascia principalmente CO2 e CH4, che si libera naturalmente in atmosfera, e siccome il metano (CH4) ha un potenziale effetto serra 21 volte superiore alla CO2, è bene (e decisamente raccomandato) non rilasciarlo in atmosfera (come avviene in discarica o negli impianti di compostaggio) ma avviarlo a combustione e trasformarlo in CO2, riducendo di 21 volte l’effetto serra potenziale contenuto nei rifiuti organici.

 

Greta non è contro i termovalorizzatori, ditelo ai ragazzi. Ma soprattutto ditelo ai politici.