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Il VENETO COME ESEMPIO VIRTUOSO DI GESTIONE DEI RIIFUTI?

Proprio in questi giorni è stato pubblicato il Bilancio di sostenibilità del Consorzio Veritas, che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti (e non solo) in 53 comuni veneti, tra cui Venezia (ed i suoi milioni di turisti) e Jesolo (ed i suoi milioni di turisti).

Da tale report si evince innanzitutto una grandissima performance di raccolta differenziata, per cui il 95% dei rifiuti urbani conferiti vengono avviati sia a recupero di materia (cioè al riciclo) sia al recupero di energia (cioè termovalorizzazione). Da qui l’obiettivo non troppo irrealistico di non mandare più nulla in discarica (anche se ne hanno tre a servizio del ciclo). Comunque, tra tutti i rifiuti urbani prodotti nei 53 comuni ben 530.000 tonnellate vengono effettivamente avviate al riciclo, ma ce ne sono anche oltre 170.000 tonnellate che vengono trasformate in CSS, combustibile solido secondario, in ben due impianti (uno da 65.000 ton. ed uno da 108.000). E dove va a finire questo CSS? Nella centrale elettrica Andrea Palladio dell’Enel, a Venezia.
Come vedete, stiamo parlando di una capacità simile a quella che era autorizzata per il nostro impianto.

Se Il Veneto viene preso come punto di riferimento a cui guardare per una gestione sostenibile e più corretta possibile dei rifiuti urbani, allora vediamo che i comuni serviti da Veritas producono CSS e utilizzano tale combustibile derivato dai rifiuti per produrre energia elettrica, e lo stesso lo fa anche l’altro consorzio, attivo nel Trevigiano, forse più famoso mediaticamente, cioè il Consorzio Priula, che come dimostrato in un nostro precedente post, anch’esso (pur raggiungendo percentuali superiori al 90% di raccolta differenziata), deve produrre CSS e mandarlo a recupero energetico (attualmente al termovalorizzatore di Verona, ma nel passato anche loro hanno usato la centrale Enel di Venezia).

La Toscana, che guarda con interesse a questo modello, le sa queste cose?