5 ottobre 2010

Il Tirreno, Cronaca di Massa Carrara

Ultimi in raccolta differenziata
E Paolini e Ofretti litigano ancora: «Più porta a porta». «No, isole ecologiche»


MASSA CARRARA. Ultima a pari merito con Grosseto nella classifica delle provincie "riciclone": a Massa Carrara la raccolta differenziata non va, è ancora indietro, molto indietro rispetto al buona parte della Toscana. La percentuale di rifiuti "differenziati" raccolta sotto le Apuane si ferma sotto il 30%: al 29.44%. Soltanto Grosseto è ai nostri livelli (29,11).
La media regionale (i dati sono riferiti al 2009) è del 38,56%, nove punti abbondanti di più. E questo nonostante ci siano alcuni Comuni della Lunigiana che superano il 45% della differenziata, soglia fissata dalla legge come obiettivo minimo per non pagare la cosiddetta "eco-tassa". Aulla, con il 47,59% è il centro più virtuoso, seguito da Fosdinovo (46,73%) e Villafranca (45,15).
I Comuni più popolosi, però, fanno registrare performance ben peggiori: Carrara si ferma al 25,92%, Massa fa poco meglio: 29,30%.
Insomma, siamo poco virtuosi in fatto di raccolta differenziata. Il che non è solo un problema ecologico (meno riciclo uguale più inquinamento). Ma è anche un gap economico: il costo del conferimento in discarica dei rifiuti non differenziati - lo stabilisce la normativa regionale - segue la dinamica delle quantità del rifiuto stesso. In altre parole: chi differenzia meno, paga di più. È la famosa eco-tassa, che costa ai contribuenti massesi sui 400mila euro l'anno. Non solo: anche il maxi debito del Cermec è in buona parte legato alla quantità di rifiuti non riciclabili portati alle discariche.
Che fare, allora? L'assessore all'Ambiente Andrea Offretti un'idea ce l'ha. «È evidente - dice - che pur con tutti gli sforzi, Massa resta indietro nella differenziata, il trend del 2010 è il medesimo, forse appena migliore di quello del 2009. Occorre, dunque, una terapia urgente, bisogna cioè mettere in campo una strategia di raccolta differenziata spinta». Che cosa significa? «Abbiamo allo studio la realizzazione di isole ecologiche (leggi cassonetti di colori diversi, ognuno per materiali diversi) in cui i cittadini dovranno portare rifiuti già differenziati e selezionati. Isole che saranno sottoposte a controlli attivi, in modo che il conferimento avvenga in modo corretto. Ci attendiamo da questa operazione risultati immediati a costi quasi zero. Ciò non vuole dire che si abbandona il porta a porta, modalità di raccolta che resta valida, soprattutto per le periferie e i paesi di montagna».
Una linea che, ancora una volta, non pare coincidere con le posizioni di Carlo Paolini, presidente di Asmiu.
Secondo il quale, la strada maestra è l'allargamento del "porta a porta": «La raccolta domiciliare estesa a tutta la popolazione è un obiettivo prioritario del programma dell'amministrazione Pucci e su questo puntiamo. Del resto il miglioramento del 3% cirtca rispetto al 2008 è stato ottenuto soprattutto grazie al porta a porta. Se poi ci sono altre proposte, vediamole, valutiamole, si chiarisca su quali presupposti si fondano strategie come quelle delle isole ecologiche».