8 ottobre 2010

Il Tirreno, Cronaca di Montecatini

Sotto accusa anche gli imprenditori che gettano gli scarti delle loro attività nei cassonetti come fosse normale immondizia
La città sfruttata come pattumiera dai vicini
Multe e controlli contro i "sacchetti abusivi" di chi non vive nei confini municipali


MONSUMMANO. Un dato parla da solo: da luglio 2009 a luglio 2010 la città ha registrato un aumento di rifiuti sul proprio territorio pari al 15%. Luogo che vai rifiuti che trovi? Non sembrerebbe. Anzi.
Pare che, l'aumento, sia la causa di un via vai senza regole dagli altri comuni. Ne fanno le spese i cassonetti e, elemento che cozza con la tutela ambientale, i fossi ai lati delle strade. La denuncia, non troppo velata, parte dal municipio.
Denuncia che arriva dopo una serie di perlustrazioni e monitoraggi in zone di confine, vedi Vergin Chiusa, Uggia, Bizzarrino, vecchia via del Fossetto. E l'accusa ai residenti indisciplinati degli altri comuni arriva di conseguenza. Così, il 5 ottobre, è stata emessa un'ordinanza per il "divieto di conferimento e deposito dei rifiuti prodotti fuori dal territorio comunale": un monito per i "furbetti" che, scaricando l'immondizia in aree diverse dalla propria residenza, si aspettano una diminuzione della Tia.
«Abbiamo provveduto a identificare coloro che depositano a Monsummano - dice il sindaco Rinaldo Vanni - e abbiamo già fatto diverse multe. Velocizzeremo l'iter che porterà alla raccolta porta a porta con inizio previsto nel 2012, installeremo videocamere di sorveglianza e invitiamo i cittadini a segnalarci questo problema chiamando il comando di polizia municipale (0572 959400 e 335 7003537). Perché questo incremento del rifiuto inciderà sulle bollette e dimostra uno scarso senso civico e di cultura».
In ballo, però, non ci sono solo i privati cittadini. Il dito viene puntato anche contro le aziende: «Nei sopralluoghi - continua Vanni - abbiamo scoperto cassonetti colmi di pelli, pneumatici, cassette di liquori e stock di televisori. Rifiuti certo prodotti dalle ditte, viste le quantità». Sanzioni amministrative da 250 a 300 euro: questa la prima mossa della giunta che, però, è consapevole «di dover attuare azioni più incisive per risolvere la situazione».
Lo stesso sindaco si rivolge alle associazioni sindacali perché richiamino i propri associati verso un nuovo modo di trattare il rifiuto e, soprattutto, di trattare il territorio in cui si opera: «In tutto questo si denota una scarsa cultura del rifiuto, ma i due aspetti più gravi sono uno morale (l'alto grado d'inciviltà) e uno che apre a responsabilità penali, l'evasione del tributo. Noi non intendiamo tollerare ancora cose del genere all'interno del nostro territorio». I rifiuti a Monsummano devono essere dei monsummanesi.