14 ottobre 2010

Il Tirreno, Cronaca di Pisa

Dissociatore, l'allarme degli industriali
L'intervento dell'Unione pisana: «Quel progetto incide sulla produzione Bloccandolo sono a rischio anche gli investimenti per il futuro»


PONTEDERA. «Il dissociatore non riguarda solo le famiglia, ma la filiera produttiva della provincia e oltre. Filiera che si troverebbe di fronte al problema dei residui delle lavorazioni, innescando quel processo di disaffezione al territorio che è certamente contrario alla volontà di investire e rafforzare le attività presenti e future». Il messaggio forte e chiaro si trova in fondo a un comincato dell'Unione industriale pisana, intervenuta sulla vicenda che innesca la scintilla della polemica.
Che fosse un affaire da imprenditori era noto e gli stessi amministratori comunali (il sindaco di Pontedera Simone Millozzi) e provinciali (l'assessore all'ambiente Valter Picchi) lo avevano detto: «Invochiamo la legge regionale sulla partecipazione al dibattito per bloccare l'iter di autorizzazione all'impianto chiesto da Ecofor Service. Ma resta il fatto che le nostre aziende producono e creano anche rifiuti. Senza soluzioni si blocca la produzione». Secondo l'Unione industriale la tecnologia del dissociatore sarebbe «non invasiva, all'avanguardia, ma già sperimentata, affidata a un'azienda altrettanto sperimentata». La soluzione sui rifiuti, poi, «non è più rinviabile, considerato l'esaurimento dei sismeti tradizionali di smaltimento in discarica».
Maurizio Rovini, della Federazione pisana di Rifondazione comunista trova, invece, «confortante la sospensione degli iter di approvazione del dissociatore molecolare» e auspica l'avvio di «una discussione sulla pianificazione per la gestione dei rifiuti speciali, subordinata a impianti alternativi» e che, preferibilmente siano «a emissioni zero». Da riscrivere, poi, «il piano provinciale dei rifiuti speciali» e l'apertura «dell'inchiesta pubblica con la partecipazione dei cittadini organizzati in comitati». Il tutto, dopo che del dissociatore si è discusso all'interno del Consiglio provinciale.
E nella discussione s'inseriscono anche Matteo Arcenni, Matteo Bagnoli e Federica Barabotti, i componenti di Futuro per le libertà della provincia di Pisa: «È il primo nostro intervento in fatto di problemi concreti dei cittadini. Non bocciamo il dissociatore "su ideologia", semmai prenderemo atto dell'eventuale bocciatura tecnica. Di fatto, però, una soluzione alternativa alla discarica va trovata e nel frattempo invitiamo chi ha usato questo tema per far crescere la propria popolarità a cercare di risolvere il problema della raccolta differenziata. Molti Comuni, infatti, dopo i problemi della campagna elettorale, lasciano l'onere ai cittadini di pagare l'ecotassa».