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Scarlino Energia in Cassazione, Ricorso contro la class action

Il Tirreno, Cronaca di Grosseto, 21.02.2019

Per la società proprietaria dell’impianto non spetta al giudice ordinario decidere. Contestato anche un consulente tecnico d’ufficio: «Si è espresso in anticipo»

 

SCARLINO. Questo processo “non s’aveva da fare”. Scarlino Energia fa ricorso in Cassazione contestando la giurisdizione del giudice ordinario per la class action promossa da cento cittadini, due Comuni (Scarlino e Follonica), due associazioni e il Forum Ambientalista, al Tribunale di Grosseto (sede civile). La società proprietaria dell’impianto nella piana di Scarlino ha presentato ricorso alla fine del 2018 (ma la notizia si apprende oggi). Nell’ultima udienza, che si è tenuta martedì davanti alla giudice Paola Caporali, la Scarlino Energia, tramite il proprio avvocato Alessandro Antichi, ha chiesto la sospensione del processo. Ma non solo.La società proprietaria dell’impianto, che al momento è fermo dopo la recente sentenza del Consiglio di Stato che ha dichiarato nulle le autorizzazioni per «gravi carenze impiantistiche», ha anche contestato la consulenza di uno dei ctu nominati dal tribunale, l’ingegnere Paolo Grandinetti. Una contestazione arrivata proprio durante l’udienza nella quale è stata depositata la consulenza definitiva (integrata cioè con le osservazioni delle parti) prodotta dal collegio dei consulenti tecnici d’ufficio; secondo loro l’impianto non risponde ai requisiti di legge per bruciare rifiuti.«Riteniamo sussistere un difetto di giurisdizione del giudice ordinario – spiega l’avvocato Antichi che segue la Scarlino Energia – e per questo abbiamo fatto ricorso in Cassazione. Nella migliore delle ipotesi la giurisdizione è del tribunale amministrativo, e su questo punto sono già intervenuti il Tar e il Consiglio di Stato, o del ministero dell’Ambiente. Oltre all’esistenza dell’azione inibitoria, volta a vietare la prosecuzione di un’attività industriale, in materia di danno ambientale la competenza è infatti del ministero, non dei privati. I privati si possono lamentare solo di danni specifici da loro ricevuti e in questo caso non ne lamentano perché non ci sono. Insomma, è una duplicazione delle cause».Quanto alla consulenza tecnica firmata da Grandinetti, «l’ingegnere in maniera per noi inopportuna – spiega Antichi – si è espresso in anticipo e fuori dal principio di contraddittorio sui contenuti della consulenza». Le conclusioni poi inserite nella consulenza per la class action, infatti, sono in parte già presenti in una precedente consulenza per un altro dei processi relativi alla vicenda dell’inceneritore, il contenzioso civile che la Scarlino Energia ha avviato nel 2015 con richiesta danni per circa 3 milioni di euro contro l’ingegnere Paolo Rabitti, all’epoca membro della commissione di inchiesta voluta da Leonardo Marras (Pd). «Quelle conclusioni, poi inserite in questa consulenza (relativa alla class action) sono anche finite sulla stampa», lamenta Antichi. La giudice Caporali si è riservata.